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15/12/2011 11:48
L'eleganza in navigazione

PROVE IN ACQUA 8-9 ottobre 2016

56° Salone Nautico Internazionale di Genova

Come nel 1890

I carpentieri costruiscono i gozzi seguendo un antico metodo. Volendo realizzare un gozzo di 7 metri e stabilito il suo impiego, gli artigiani tracciano prima il “garbo” partendo dall’ordinata maestra, poi 7 ordinate verso prua e 7 verso poppa, formando così la sezione maestra della barca, “il suo scheletro”. Continuando dalla sezione maestra verso prua e verso la poppa partono dei righelli curvati, che servono a segnare i punti di sviluppo delle restanti ordinate. Queste prime fasi sono le più importanti e fondamentali nella costruzione del gozzo, poiché dalla traccia del “garbo” e dalla sagomatura delle ordinate dipendono l’armonia e l’idrodinamica dello scafo. Sistemate le ordinate, che sono fissate dalla cinta (le ultime due fasce superiori del fasciame) e dai corredi longitudinali, si passa al montaggio dei bagli che servono a sostenere il ponte di coperta e il pozzetto, autosvuotante, infine si allestiscono le paratie che dividono il vano motore dal gavone prodiero (a prua) e dal pozzetto. Questa prima fase permette di vedere il gozzo nella sua ossatura completa, pronto per essere rivestito con il fasciame.